La commissione (Presidente: Prof. Salvatore Latora - Componenti: Prof.ssa Graziella Sacco e Prof. Antonio Massimino) ha concluso la valutazione degli elaborati individuando i primi tre Concorrenti classificati.
I primi tre Concorrenti classificati.
1) Elaborato di gruppo a cui hanno partecipato i seguenti concorrenti del Liceo scientifico statale “ Ettore Majorana” di CALTAGIRONE:
Altamore Francesco, Centorbi Claudio, Di Nora Salvatore, Ferrara Andrea, Fiocco Giuseppe e Micciché Valentina.
GIUDIZIO
Elaborato ampio e ben articolato, aderente all’enunciato del tema, in cui si apprezzano le chiare idee sul fenomeno della globalizzazione e le ricche citazioni pertinenti, tratte dal pensiero e dalle opere di Luigi Sturzo, dalla creazione delle Casse rurali alla fondazione del Partito Popolare Italiano.
Da tali opere, gli studenti hanno saputo trarre spunti anche per indicazioni risolutive dei problemi impellenti di oggi.
Positivo il fatto che i giovani hanno mostrato di saper collaborare insieme.
2) Concorrente: Elena Caruso, del Liceo classico “Mario Cutelli” di CATANIA.
GIUDIZIO
L’ elaborato si apprezza, non solo per aderenza al contenuto del testo, correttezza grammaticale e fluidità espressiva, ma soprattutto per originalità e creatività nello svolgimento dello scritto che è di tipo dialogico.
Esso si presta bene, per una efficace recitazione in pubblico.
3) Concorrente: Marta Francesca Pulvirenti, del Liceo scientifico statale “ Galileo Galilei” di CATANIA.
GIUDIZIO
Nell’elaborato sono state bene analizzati i fenomeni della globalizzazione e messi in evidenza, oltre ad alcuni aspetti positivi, le più emergenti conseguenze negative.
Si prospetta poi, come necessaria soluzione per i gravi problemi dei nostri tempi, l’impegno etico da parte degli imprenditori e degli operatori del settore, affinché l’economia sia a misura d’uomo.
D’altra parte, a ben riflettere, «l’economia senza etica è diseconomia», come ha affermato Luigi Sturzo.
VERBALE CONCLUSIVO DELLA COMMISSIONE
Dopo la lettura dei ventinove elaborati pervenuti, per il Concorso
“ Salvatore Sacco”, destinato alle Scuole Superiori dei vari ordini, tecnico, classico, professionale, non solo delle province siciliane
( CT,CL, AG ), ma anche dalla Calabria, possiamo dire che intensa è stata la partecipazione, per spontaneità di adesione ad un tema di alta portata, anche se attuale, e ciò dimostra, contrariamente ai cliché di giudizi con cui si denigra comunemente la nostra scuola, che quando i giovani vengono interessati a tematiche che li coinvolgono, se opportunamente guidati, come nel nostro caso, con degli incontri-dibattito, tenuti da esperti nelle varie scuole, essi rispondono con entusiasmo e sanno mostrare le loro capacità.
Degli elaborati pervenuti, ne sono stati scelti tre, come dalle norme del bando, per aderenza all’argomento del testo, per correttezza e scioltezza espositiva, per logicità vivacità di ragionamenti ed elaborazione personale; e precisamente:
1) quello di gruppo di, Altamore Francesco, Centorbi Claudio, Di Nora Salvatore, Ferrara Andrea, Fiocco Giuseppe e Micciché Valentina, del Liceo scientifico statale “ Ettore Majorana” di Caltagirone.
2) Elena Caruso, del Liceo classico “ Mario Cutelli” di Catania.
3) Marta Francesca Pulvirenti, del Liceo scientifico statale “Galileo Galilei” di Catania.
Quella che è una novità, dal punto di vista del contenuto, è il fatto che quasi tutti i concorrenti si sono riferiti a Luigi Sturzo, spesso sconosciuto nelle nostre scuole, citando non solo delle frasi o singoli pensieri, ma anche qualche opera dell’illustre pensatore e uomo politico, fondatore del Partito Popolare Italiano.
Novità questa e buon auspicio, perché finalmente il pensiero spirituale e socio-politico del sacerdote siciliano entri come un “classico”, a far parte del curricolo scolastico; merito questo anche dell’équipe di esperti che è andato facendo una serie di conferenze nelle varie scuole superiori.
Aggiungiamo che il pensiero e l’opera di Luigi Sturzo, insieme con le opere del fratello Mario, Vescovo, pensatore filosofo, costituiscono un vero patrimonio culturale e spirituale, per tutti noi, una vera “Summa” dell’età moderna come lo sono quella di Antonio Rosmini e di Jacques Maritain.
Per il loro impegno di opere a beneficio della comunità e per la loro eroica testimonianza di vita, per i fratelli Luigi e Mario Sturzo è stato già avviato il processo di beatificazione e poi di santità, che speriamo possa concludersi positivamente, come è stato recentemente quello per Antonio Rosmini.
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La premiazione è avvenuta giorno 26 Marzo 2008 presso l'Istituto Ferrarin di Catania.
-------------------- di seguito alcuni discorsi:
La vita di chi è giusto continua a produrre frutti di bene anche nel ricordo e nella memoria CHE NE CONSERVIAMO. Così e per salvo, e questa occasione in cui vengono assegnati dei premi di studio a Lui intitolati ne è la prova.Dei ragazzi delle nostre scuole catanesi si sono impegnati in riflessioni cha anche a Salvo sarebbero state care perchè c'era in Lui, oltre alla passione per la cultura e l'insegnamento, una autentica e grande tensione civile, una tensione etica che lo portava a vivere ogni momento e ogni azione delle sue giornate come incontro e dono.Ai ragazzi che oggi vengono premiati consegniamo ANCHE QUESTO MESSAGGIO E QUESTO ESEMPIO.Un esempio che resta forte e vivo anche in noi che lo abbiamo conosciuto e apprezzato.E' questo pensiero, questo sentimento, che addolcisce il dolore per una comparsa che ancora ci turba, e rende caro il rimpianto per giorni di fraterna e operosa amicizia. Francesco Scrima
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Ricordare Salvo Sacco in occasioni come queste non significa certo evocare i personali ricordi che chi ha avuto la fortuna di conoscerlo, conserva dentro di se in modo incancellabile, ma significa proporre e trasmettere a quante più persone è possibile il suo particolarissimo modo di vivere la vita all'insegna di principi e valori di cui, nel suo breve percorso, ha saputo essere promotore, testimone ed interprete.
Mi limiterò, pertanto, a due brevi aneddoti di vita vissuta che ritengo possano essere un valido contributo al tema dell'odierno incontro.
Il primo si riferisce alla fine degli anni '90, periodo di apertura a Catania dei primi grandi centri commerciali, quando, durante uno dei numerosi incontri familiari domenicali, lui cominciò a commentare negativamente le prime sperimentazioni di liberalizzazione dei giorni e degli orari di apertura degli esercizi commerciali, sostenendo come liberalizzazioni di questo genere avrebbero avuto come effetto inevitabile la disgregazione delle numerosissime famiglie di operai ed impiegati che trovavano in questi centri la propria unica fonte di reddito. Devo dire che mi ribellai subito a questo modo di pensare che allora avevo considerato figlio di una cultura sindacale ostinatamente contraria ai cambiamenti ed allo sviluppo, replicando che in fondo tutti ci avrebbero guadagnato, gli operai e gli impiegati avrebbero percepito retribuzioni più elevate, le imprese profitti maggiori ed i consumatori avrebbero trovato certamente vantaggioso poter fare la spesa la Domenica o addirittura di notte; precisai, ancora, il mio convincimento sostenendo che è più facile che le famiglie si disgreghino nella miseria e nella povertà che nella prosperità e nella ricchezza. Con grande pacatezza (con lui le opinioni diverse non erano mai scontri !!!) mi rispose che il profitto, la ricchezza e la prosperità possono diventare peggio della miseria se non hanno come obiettivo finale l'uomo ed i suoi veri bisogni. Capii qualche anno più tardi che quello non era affatto il pensiero di un uomo contrario allo sviluppo ed al cambiamento ma era semplicemente l'inevitabile convincimento di chi, come lui, considerava lo sviluppo economico soltanto come uno degli elementi della crescita complessiva di una comunità.
Il secondo aneddoto, si riferisce all'anno '2003, l'anno della mia abilitazione e della sua definitiva affermazione come dirigente sindacale, quando nel corso di una delle nostre conversazioni gli confidai di avere voglia di cominciare ad impegnarmi concretamente in politica invitandolo a consigliarmi sui percorsi da seguire. La sua risposta fu risoluta ed al tempo stesso sorprendente, mi disse che se avevo voglia davvero di impegnarmi politicamente avrei dovuto prima di tutto impegnarmi a diventare un professionista stimato ed affermato. Mi chiarì che a suo avviso un impegno politico realmente utile non poteva prescindere da uno stato reale di libertà ed indipendenza dal potere, e che tale condizione la si ottiene soltanto quando le capacità rendono l'uomo completamente libero dal bisogno. Mi spiegò, ancora, di essere fermamente convinto che la società fosse entrata in un pericolosissimo circolo vizioso per il quale, il sottosviluppo crea persone in stato di bisogno, i bisognosi si trasformano in clienti in cerca di padrini, i padrini si trasformano in politici ed i politici hanno interesse a mantenere il sottosviluppo per garantirsi un facile consenso senza dover fare il bene della comunità.
Insomma, secondo questa sua lucidissima visione, soltanto coloro che sono in grado di liberarsi dal bisogno ed affermarsi professionalmente senza avere la necessità di trovarsi il padrino di turno saranno capaci di rompere quello che lui chiamava “il sistema del sottosviluppo” riuscendo realmente ad essere utili agli altri. Seppi qualche hanno più tardi, che in numerose occasioni aveva rifiutato le allettanti offerte di qualche politico del momento che era disposto a pianificare la sua carriera da politico integrato al sistema.
Questi due aneddoti che ho raccontato sembravano anche a me soltanto delle personalissime esperienze di tratti di vita passati insieme, ma quando ho avuto l'occasione di conoscere ed incontrare altre persone che lo avevano conosciuto e che con vivo entusiasmo avevano voglia di testimoniare e far conoscere agli altri le proprie personali esperienze vissute insieme a lui, mi sono reso conto di come non ci si potesse arrendere alla sua assenza e bisognasse impegnarsi in prima persona perché altri conoscessero i suoi pensieri, le sue idee ed il suo personalissimo modo di vivere.
Salvo Sacco lo ricordiamo tutti come “un uomo sempre di corsa”, indaffarato com'era a spostarsi da un incontro all'altro, da una scuola all'altra, da una provincia all'altra o più semplicemente da un amico ad un altro, con una incomprensibile premura di incontrare, parlare o conoscere quante più persone poteva, una maledetta mattina di Dicembre la sua corsa sembra essersi fermata, ma a me piace pensare che Salvo Sacco abbia semplicemente passato il testimone a tutti quelli che aveva conosciuto nel suo breve tratto di vita, tocca oggi a noi tutti continuare la sua “staffetta”.Giampiero M. Trovato
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SALVO SACCO MAESTRO ELEMENTARE
Chi è maestro nell'arte del porgere cultura e sapienza di vivere, fa poca distinzione tra : il proprio lavoro e il privato, tra la propria fatica ed il proprio divertimento, tra la propria mente ed il proprio corpo, il proprio studio e il proprio svago, il proprio amore e la propria religione.Quasi non sa quale sia la differenza.
Persegue semplicemente il proprio ideale di eccellenza in tutto quello che fa, lasciando agli altri decidere se stia lavorando o sia in pausa.
Ai suoi e agli occhi infatti,lui sta sempre facendo entrambi.
Salvo è nato nel popolare quartiere del “FORTINO” a Catania nel 1959. Compagno di scuola, di svaghi. Collega di forte carisma. Maestro elementare, dedito al mestiere di chi veicola saperi. Padre e marito esemplare. Ha fatto dell’onestà professionale, di pensiero e di comportamento la sua filosofia di vita. Nonostante la giovane età, 46 anni,ha trasmesso a generazioni di catanesi esempi e modelli sani, pieni di speranza. Socio del Centro Internazionale Studi “ DON LUIGI STURZO “ Roma. Impegnato nella politica sindacale fin da giovanissimo …… Nella CISL SCUOLA ha trovato accoglienza, formazione e affermazione. A dicembre del 2005, in una anonima giornata di freddo, solo con i suoi pensieri, ha deciso di fare il “gran salto verso l’infinito”lasciando un vuoto incolmabile nei cuori di chi lo conosceva. …….la chiesa era piena di gente, tutta la gente a cui lui ha dato qualcosa. Ragazzo umile…… eterno amico …… la tua compagna ……. i tuoi figli ….. i tuoi familiari ……..i tuoi amici ……. piangono e si disperano per la tua scomparsa. Antonio Massimino
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DISCORSO IN MEMORIA DI SALVO SACCO IN OCCASIONE DELLA PREMIAZIONE 2^ ED. "SALVO SACCO"
ESSERE QUI A PARLARE DI SALVO A 4 ANNI E 5 MESI ESATTI DALLA SUA SCOMPARSA, NON È FACILE!
NON È FACILE, PERCHÉ SALVO È STATA UNA PERSONA SEMPLICEE SPECIALE, DESCRIVERE LA SUA VITA E’ UN COMPITO ARDUO, SALVO È STATA UNA PERSONA BUONA , CHE HA AVUTO DALLA SUA FAMIGLIA , DEGLI INSEGNAMENTI CHE SONO RIMASTI SCOLPITI NEL SUO CUORE, E NON HA MAI DIMENTICATO DI METTERE IN PRATICA.
LA SUA FAMIGLIA GLI HAINSEGNATO IL VALORE DELL’ONESTÀ, IL SENSO DEL DOVERE, IL VALORE DELLA GIUSTIZIA, GLI HA TRASMESSO LA FEDE, CHE LUI NON HA MAI SMESSO DI ALIMENTARE.
VALORI CHEOGGISEMBRANO ESSERE ANDATI FUORI MODA, DATO CHETUTTI I GIORNI VENGONO CALPESTATI, ECHE, DA TUTTE LE PARTI NON SI FA ALTRO ,CHE INNEGGIARE AI GUADAGNI FACILI, E AI POSTI DI POTERE ,CON TUTTE LE CONSEGUENZE CHE NE DERIVANO
SALVO HA VISSUTO SENZA MAI DIMENTICARE E APPREZZANDO LE COSE VERAMENTI IMPORTANTI.
LA FAMIGLIA, I FIGLI, GLI AMICI .
LA SUA VITA,SEPUR BREVEÈ STATAINTENSA,AVEVA 46 ANNI QUANDO CI HA LASCIATO.
SONO CERTA CHE LA MAGGIOR PARTE DI QUELLI, CHE TRA VOI L’HANNO CONOSCIUTO , CONSERVA TRA SUOI RICORDI
ALMENO UN EPISODIO, UNA BUONA PAROLA ,CHE LUI NON HA MANCATODI DIRE O DI FARE, IN FAVORE DI QUALCUNO, SENZA ALCUN ALTRO SCOPO, CHE ESSEREUTILE AGLI ALTRI, E DI FARE DEL BENE.
SEMPRE IN QUALSIASI RUOLO SI SIA TROVATO. DA FIGLIO , DA MARITO , DA PADRE, DA INSEGNANTE , DA ALLENATORE DI CALCIO, DA DIRIGENTE SINDACALE NON HA MAI TRADITO ,QUESTI VALORI CHE SONO ALLA BASE DELLA CULTURA CRISTIANA, ED HA SEMPRE DATO IL MASSIMO DELLE SUE POSSIBILITA’, ANCHE SE QUESTO COMPORTAVA FATICA E SACRIFICI, ERA SEMPRE IL PRIMO A FARSI AVANTI. QUANDO C’ERA QUALCUNO D’AIUTARE,( EPPURE POTEVA ACCAMPARE MILLE SCUSE LO CONTRADDISTINGUEVA IL SORRISO, SONO CERTA CHE RICORDANDOLO OGNUNO DI NOI, HA UN IMMAGINE DI SALVO SORRIDENTE , INOLTRE AVEVA LA RARA DOTE DI SAPER SDRAMMATIZZARE.
SPERO CHE IN QUESTA SOCIETA’ CI SIANO ANCORA TANTI UOMINI CHE SAPPIANO CONIUGARE IMPEGNO E ONESTA’ .
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