Rassegna Stampa
Dicono di noi...
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| Concetto
Mannisi - LA
SICILIA, 4 Set 2005 - Invisibili
sotto gli occhi di tutti |
| Pinella Leocata -
LA SICILIA, 4 Set 2005 - Accogliamoli
in piccoli campi |
| Antonino
Arcidiacono - LA SICILIA - Sistemare i
nomadi di Corso Martiri della Libertà |
| Pinella Leocata -
LA SICILIA, 8 Feb 2003 - Quando
l'auto è in condivisione |
| Prospettive,
Novembre 2002 - Una
proposta per gli Archi della Marina |
| Giornale di
Sicilia, 10 Novembre 2002
- La proposta di katane.it: Centri culturali agli
archi della Marina. Niente traffico e docce per i barboni.
|
| La Sicilia, 2
Novembre 2002 - Gli
Archi della Marina ai Volontari - Proposta per uno spazio
operativo alle associazioni non profit - Appello al
Comune: "Tra la città e il mare un luogo di
meditazione con i cittadini meno fortunati"
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| La
Sicilia , 19 Marzo 2001
- Katane.it la solidarietà in rete |
| Prospettive,
22 Aprile 2001 - Il
Portale della Solidarietà |
| Prospettive,
27 maggio 2001 - Con katane.it
gratis il sito Internet |
| La
Sicilia , Agosto 2001 -
I servizi sociali nella rete |
| Vita, 05 Settembre 2001 - Un sito web per dar voce e forza agli
enti non profit di Catania - Per progettare un futuro
migliore: www.katane.it |
| La Sicilia, 17 Novembre 2001 - Associazione Katane e Comune -
Rifiuti ricchezza per il volontariato - gesti quotidiani
per gli altri |
| La Sicilia, 18 Novembre 2001 - Riciclare rifiuti: Una risorsa.
Coniugare pulizia, risparmio e solidarità - Sinergia tra
amministrazione e volontariato |
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Da La Sicilia 4 Set 2005
Invisibili sotto gli occhi di tutti
Come se nulla mai fosse accaduto... A distanza di quasi
tre mesi, infatti, le baraccopoli di corso Martiri della
libertà sono ancora li, una dopo laltra, ferite
nel cuore della città che proprio non vogliono saperne
di rimarginarsi.
Da una parte ci sono i bulgari, che hanno fatto il
possibile per rendere quella sorta di loro accampamento
quanto più accogliente possibile; in mezzo i maghrebini,
che entrano ed escono cercando di non farsi notare da una
porta parzialmente nascosta; e poi, nella terza area,
polacchi e romeni, che fra cumuli di vestiti usati,
bottiglie di birra vuote e tantissima immondizia cercano
di condurre, invano, unesistenza normale. Ma può
essere normale vivere in quelle condizioni? «Niente
affatto - commenta Rob, venticinque anni, originario di
una cittadina a cento chilometri da Bucarest- sono
arrivato in Italia convinto di poter trovare lEldorado
e per questo ho portato mia moglie e i miei suoceri. Ogni
giorno viviamo fra mille difficoltà e altrettante
privazioni, se non fosse per la carità dei parroci delle
chiese dei dintorni, ebbene, moriremmo di fame». «Un
lavoro? Impossibile - prosegue il giovane romeno - Ci
offrono dieci euro in nero per una giornata da manovale o
da imbianchino. Come faccio a mettere insieme i soldi per
tornare al mio Paese? Non ci riuscirò mai. E allora
cerchiamo di sopravvivere alla meno peggio, accettando di
tanto in tanto qualcuna di queste proposte per poter
portare a casa qualcosa in più da mangiare. Ma si tratta
davvero di qualcosa». «lo - conclude Rob - mi trovo in
Italia da cinque mesi e nel complesso ho lavorato
consecutivamente per non più di due settimane. Con mia
moglie, Vassiliska, vorremmo avere dei figli. Ma come si
fa in queste condizioni, con una baracca che si regge in
piedi a malapena, con la prospettiva che una giornata di
maltempo possa spazzare via ogni cosa. E poi, se per caso
dovessimo avere un bimbo, saremmo costretti a stare qui
almeno un anno. Io vorrei trovare un lavoro sicuro per
mettere insieme qualcosa e tornare in Romania il più
velocemente possibile». Mentre Rob parla, fanno ritorno
nelle loro baracche alcuni degli abitanti. Sono uomini e
donne che un po tutti incontriamo giornalmente agli
incroci dei semafori. Gli uomini portano con se il
cartoncino su cui sono scritti in un italiano
sgrammaticato i perché della loro richiesta di elemosina
al semaforo; le donne sono attrezzate con spazzola da
lavavetri, un «mestiere» che sta prendendo piede fra le
slave che stazionano negli incroci più trafficati della
città. Forse perchè, per la stranezza della situazione,
guadagnano di più rispetto ai colleghi uomini. Nessuno
ha voglia di parlare, ma soltanto di riposarsi. Ciò
mentre altre «squadre» vanno ad occupare i posti
lasciati vuoti, sempre ai semafori, dai loro parenti o
dai loro connazionali. Il tour fra gli «invisibili»
continua. Riservatissimi i maghrebini, solo alcune
signore bulgare accettano di scambiare quattro
chiacchiere, ma senza andare troppo nel dettaglio: «ll
nostro accampamento? - dice Tania - Manca di molti
confort. Non cè igiene e quando piove diventa
impossibile abitare qui dentro. lo, per fortuna, lavoro a
Mascalucia: assisto una signora anziana, come gran parte
delle mie connazionali. Però qui ho tante amiche. e
allora vengo a trovarle con piacere, nella speranza che
anche loro riescano a tirarsi fuori da qui». Ma la gente
del quartiere? Come vive la presenza di queste persone
sotto le proprie case. Nessuno vuol esprimersi
pubblicamente, ma cè chi dice che ci sono brave
persone e altre un po meno brave». «Ho conosciuto
due bulgare - racconta una signora - che portavano i
resti di quel che mangiavano alla Caritas ai miei gatti.
Un gesto importante, considerato da chi viene fatto».
«Però è pure vero - ribatte unamica - che non
tutti sono cosi. Ce un uomo che gestisce un giro di
prostituzione e poi tanta, tanta sporcizia. Due donne
dellaccampamento bulgaro sono incinte. Come faranno
qui?». E unaltra: «Ce una fontanella che
viene utilizzata da questa gente per lavarsi. E
sempre zozza. E poi alcuni uomini si spogliano con troppa
disinvoltura, incuranti di chi sta loro intorno. No, non
è normale che accada tutto questo...». |
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Da La Sicilia 4 Set 2005
Accogliamoli in piccoli campi
- Il problema si è posto di nuovo in pieno agosto quando
le baracche sono diventate roventi e vivervi impossibile,
come dinverno per il gran freddo. Si pone di nuovo
il problema della baraccopoli sorta in corso Martiri
della Libertà dove, in media, stanno circa sessanta
famiglie. Persone costrette a vivere in «case» che
sembrano pollai dove per entrare, come nei pollai,
bisogna piegarsi e farsi piccoli piccoli. Donne e uomini
che vivono senza luce, senza acqua, senza servizi
igienici, costretti ad andare alla spiaggia libera n.1
per farsi una doccia. Finchè è estate. La Caritas di
nuovo in prima fila come ha fatto per due anni,
inascoltata. E con la Caritas lassociazione di
volontariato Kataneconomie. Insieme hanno elaborato un
progetto per accogliere i nomadi e gli immigrati che
hanno bisogno di un riparo. Un progetto che esclude lipotesi
di immigrati che hanno bisogno di un riparo. Un progetto
che esclude lipotesi di realizzare un unico grande
campo perché lesperienza di altre città ha
mostrato che il concentramento in uno stesso posto di
tante persone si trasforma in un boomerang: gestione
difficile e rifiuto da parte degli abitanti della zona.
Meglio, allora - ed è questa 1a proposta avanzata allamministrazione
comunale - realizzare quattro campi per poche famiglie in
altrettante micro aree dislocate ai punti cardinali della
città, in luoghi di periferia facilmente raggiungibili.
Qui - in case basse e aperte realizzate in legno e
costruite secondo un modello ideato da una fondazione che
si occupa, di volontariato - chi ha bisogno potrà
lasciare le proprie poche cose e trovare accoglienza per
qualche tempo. Secondo il progetto le aree e le case
dovrebbero essere messe a disposizione dal Comune ed
essere gestite dalla Caritas. Lassociazione
Kataneconomie, invece, si occuperebbe di raccogliere gli
abiti smessi raccolti dalle parrocchie e di distribuirli
nei quattro campi. Provvederebbe, inoltre, alla
distribuzione di generi alimentari secondo la logica del
banco alimentare e al funzionamento di una ludoteca per
aiutare i più piccoli a socializzare. «Abbiamo
presentato il progetto agli assessori Stefania Gulino e
Santo Ligresti dai quali abbiamo avuto la massima
disponibilità - dice Carlo Cittadino, promotore dellassociazione
Kataneconomie -. Sappiamo che il Comune versa in una
situazione economici difficile, ma ci sono delle imprese
pronte ad adottare le costruzioni in legno e
tanti artigiani disponibili a realizzarle a titolo di
volontariato. Lassessore Gulino si è impegnata a
trovare a breve una prima area per liberare al più
presto la baraccopoli di Viale della Liberta. Abbiamo
suggerito anche di individuare unarea per chi ha la
roulotte, una zona dove si possa sostare previo il
pagamento di una somma bassa, anche simbolica, perché
chi possiede una roulotte ha un minimo di disponibilità
economica. E nostra intenzione, infine, avere unidea
più precisa delle persone che vivono nelle baracche per
sapere quante sono, da dove vengono e perchè.
Informazioni indispensabili ad una corretta
programmazione». Pinella Leocata -
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Da LA SICILIA - Il giornale del 3
Agosto, rubrica -Lo dico a La Sicilia-, pubblica una
segnalazione del Signor Carlo Cittadino dal Titolo: -Un
campo nomadi per i baraccati del Corso Martiri della
Libertà- che si conclude con le seguenti parole:-Spero
possano finalmente dare una dignitosa dimora a persone
meno fortunate di noi-.
Ritengo che queste parole debbano essere prese in
considerazione senza frapporre indugio alcuno. Con il
caldo necessita sistemare questi poveri esseri umani in
luoghi alternativi. Ho scritto parecchie volte suggerendo
di utilizzare la costruzione di Via Bernini che doveva
accogliere la sede dell'UTC. Era costata ben sette
miliardi di vecchie lire. Uno spreco terribile. E'
inutile farne la storia. E' ben nota. Piangere il morto
son lacrime perse. Opportunamente ristrutturato, l'edificio
potrebbe accogliere i baraccati di Corso Martiri della
Libertà. Nessuno ha risposto agli appelli. Piange il
cuoe al solo pensare ad un disfacimento del genere. Lo
slogan -Catania cambia Catania- di qualche tempo addietro
è forse caduto nel dimenticatoio? Ci si ricordi per
correre ai ripari prima che sia troppo tardi. |
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Da LA SICILIA, 8 Feb 2003.
Contro caos ed inquinamento. Anche nel centro storico di
Catania si sperimenterà il sistema "car sharing".
Catania soffoca per eccesso di auto. E quando le auto
sono troppe, e troppe ne arrivano ogni giorno dai Comuni
dell'area metropolitana, il traffico va in tilt, non si
trovano posteggi, l'aria diventa irrespirabile. In auto
sprechiamo vita e ci roviniamo la vita per stress e
inquinanti. Eppure liberarsi dalla schiavitù dell'auto,
pur continuando a servirsene, è possibile. E la cura ha
un nome inglese: "car sharing", ovvero "auto
in condivisione". Non si tratta della vecchia idea,
da sempre particata dai pendolari, di andare alla meta
con un'unica auto dividendo le spese della benzina. No,
quella del "car sharing" è una concezione
della mobilità di gran lunga più sofisticata e
complessa, ideata in svizzera e sperimentata in Italia,
in particolare a Milano e Torino, da Legambiente in
collaborazione con Touring Club. Una sperimentazione che
dalla prossima primavera l'associazione onlus "Katane"
vuole estendere anche al centro storico di Catania.
L'idea di fondo del "car sharing" è quella di
servirsi della vettura dell'organizzazione come una sorta
di taxi. Si fa un abbonamento annuale e si riceve una
tessera elettronica che consente l'uso dell'auto, segna
il numero di chilometri fatti ed il tempo impiegato, dati
in base ai quali viene emessa la fattura, ogni mese. A
Milano, per esempio, associarsi al servizio costa 105
euro, le tariffe sono di 0,28 euro per chilometro e 160
euro per ora, benzina e assicurazione kasco (copertura
totale) incluse. Di notte, dalle 24 alle 7, la tariffa
oraria non si paga. L'abbonato fa una telefonata al
servizio telefonico (in italia il call center è a Torino)
e prenota un'auto che va a prendere in uno dei parcheggi
convenzionati. Arrivato a destinazione, lascia l'auto al
più vicino dei parcheggi convenzionati, pronta per gli
altri abbonati. La benzina è prepagata e si può fare
rifornimento servendosi della carta di credito carburante
intestata a "car sharing". Questo significa che
ogni auto in condivisione, in una stessa giornata, è
utilizzata in media da 10-15 persone, con evidente
vantaggio per la collettività: meno auto, meno
inquinamento, meno caos, più vivibilità.
Ma i vantaggi sono anche per il singolo utente che non
dovrà più preoccuparsi di pagare il bollo, di fare
revisionare l'auto, di portarla al lavaggio, di pagare
assicurazione e garage. Anche trovare posteggio sarà
più semplice perché le amministrazioni comunali mettono
a disposizione li stalli delle striscie blu e consentono
l'utilizzo delle apposite corsie preferenziali. Quando
poi il sistema sarà diffuso sul territorio nazionale, l'abbonato
"car sharing" potrà, con la propria tessera,
utilizzare un'auto in ogni città lasciandosi guidare in
strade sconosciute dai dispositivi satellitari.
Fantascienza? No. Il "car sharing" funziona a
Torino e a Milano, gestito da Legambiente. A Catania la
sperimentazione progettata da Katane per il centro
storico partirà in primavera, con le stesse tariffe di
Milano. Obbienttivo: 200 associati entro un anno. Una
sperimentazione che avrebbe bisogno, come ovunque, del
sostegno dell'amministrazione che dovrebbe mettere a
disposizione aree parcheggi ed esonerare dal pagamento
per i posteggi sulle striscie blu. Finora, però, il
Comune non ha mostrato attenzione, così, Katane dovrà
affittare dei posti auto nei parcheggi e questo graverà
sui costi ed escluderà l'uso notturno delle auto.
Ma tant'è... Carlo Cittadino, presidente dell'associazione,
sa bene che modificare mentalità e abitudini radicate
richiede tempi lunghi e si prepara.
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Rileggendo le preziose pagine scritte
da G. Policastro in "Catania prima del 1963" ho
notato che: il tratto lungo le mura meridionali comprese
tra il bastione di S. Croce (ad est del castello Ursino)
ed il bastione di S. Salvatore (proprio davanti l'attuale
ingresso al porto) era luogo di passeggio oltre che
dedicato alle attività portuali, e venne dotato di una
passeggiata lunga circa 350 metri con panchine perché i
Catanesi godessero della brezza marina vespertina,
nonché di un luogo d'incontro, dei giochi e delle gare.
Tale sistemazione continuò fino a quando non venne
deciso di ampliare il porto allontanando in quel punto la
città dal mare. Il viadotto ferroviario perde così il
suo valore di sequenza di finestre sul mare e diventa
sempre più muraglia che accompagna la viabilità
veicolare e che la contiene da un lato con la cortina di
palazzi costriuti tra il XVIII ed il XIX secolo...
L'intervento proposto vuole invitare a "sostare"
sotto gli archi anziché correre lungo di essi. Non vuole
vuole essere permanente ma solo per questo tempo...Non
vuole essere invadente ma discreto, un insieme diafano, e
poi contenuto dagli archi senza dominare su di essi.
Vuole essere un dono alla città in maniera diversa, e
chiede alla città stessa di essere un dono. E' luogo
delle meditazioni tra i catanesi, le Istituzioni da una
parte e le categorie sociali meno fortunate dall'altra.
La presenza del mare è significativa, perché è oggi
luogo prescelto dai disperati, dai più bisognosi di
altre nazioni per chiedere concretamente aiuto.
L'intervento proposto consiste nel dotare 12 dei suddetti
archi, partendo dall'ingresso dell'area portuale e verso
Villa Pacini, di strutture leggere non permanenti, che
permettano di ospitare le attività di altrettante
associazioni del Terzo Settore.
L'immagine di questi contenitori deve essere diafana. Per
la struttura si propone un'intelaiatura di legno o di
acciaio chiusa da vetrate opportunamente schermate dall'azione
dei raggi solari. Ogni modulo sarà dotato d'impianto di
climatizzazione da collocare tra la copertura del modulo
medesimo e l'intradosso della volta del viadotto, il
tutto opportunamente scxhermato. All'interno, adiacenti
le vetrate, verranno inserite delle pareti attrezzate per
le attività d'ufficio. Queste avranno immagini del porto
di Catania "com'era" lungo via Dusmet, mentre
lungo il tratto di strada compreso tra il viadotto
ferroviario e la recinzione dell'area portuale sarà
dotata di immagini a scelta dalle stesse associazioni con
riferimenti alla propria attività. Proprio quest'ultimo
sarà lo spazio vitale, aperto alle manifestazioni
culturali ed al cine-forum estivo. Sarà cioé un luogo
dedicato alla circolazione pedonale ciclabile, alle
passeggiate tra piccole mostre...e per le sere
primaverili ed estive la possibilità di offrire questo
spazio alle associazioni culturali per proiezioni
cinematografiche ed ai gruppi musicali per concerti. Le
strutture a corredo di quest'area sono immaginate anch'esse
come elementi non permanenti, con la possibilità di
essere rimosse in funzione delle esigenze nascenti. La
suddetta area sarà recintata, o meglio, dotata di
elementi che impediscano il flusso veicolare
automobilistico in quel tratto. Si propone una
pavimentazione dell'area con i blocchetti di porfido
rimossi da via Etnea per la nuova pavimentazione in
basole di pietra lavica.
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Giornale di Sicilia, 10/11/02
- La proposta di katane.it:
Centri culturali agli archi della Marina. Niente traffico
e docce per i barboni.
Centri culturali agli archi della Marina Niente traffico
e docce per i barboni
Forse sarebbe ora di cominciare ad occuparsi degli archi
della marina, di come farli rivivere e renderli persino
utili. L'associazione Katane.it lo ha fatto e ieri ha
presentato la sua proposta. "Dodici dei 35 archi
saranno chiusi al traffico e diventeranno un contenitore,
un luogo fisico per associazioni culturali ma anche per
il ricovero di barboni", dice un entusiasta Carlo
Cittadino che immagina di ricavare in uno degli archi
almeno un vano docce per i "senza tetto". L'area
interessata è quella che va dall'ingresso all'area
portuale verso la villa Pacini, dove si installerebbero
piccole strutture, leggere non permanenti. Per la
struttura di ogni modulo si propone un'intelaiatura di
legno o di acciaio chiusa da vetrate opportunamente
schermate dall'azione dei raggi solari. La sede del
vecchio tracciato ferroviario diventerebbe lo spazio
vitale, aperto alle manifestazioni culturali ed al
cineforum estivo. "Sarà cioè un luogo dedicato
alla circolazione pedonale e ciclabile alle passeggiate
tra piccole mostre - conclude Cittadino - e nella bella
stagione la possibilità di offrire questo spazio alle
associazioni culturali per proiezioni cinematografiche ed
ai gruppi musicali per concerti". I costi dell'operazione
sarebbero di poche migliaia di euro e, manco a dirlo, al
Comune l'idea piace un sacco. Vincenzo Russo - Giornale
di Sicilia
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La Sicilia, 2 Novembre
2002 - Gli Archi della Marina ai Volontari -
Proposta per uno spazio operativo alle associazioni non
profit - Appello al Comune: "Tra la città e il mare
un luogo di meditazione con i cittadini meno fortunati"
Katane.it, il portale del non profit a
Catania, adesso comincia a funzionare davvero. Le
associazioni di volontariato, attraverso il sito www.katane.it e la possibilità di scambiarsi e_mail (katane@katane.it), cominciano a conoscersi, a dialogare, a
raccordarsi.
E adesso, mentre il Comune di Catania è ancora impegnato
nel censimento delle associazioni che si occupano di non
profit, chiedono innanzitutto una sede dove potersi
riunire, lavorare, dove ricevere e avere contatti con le
persone interessate. Chiedono, ma il Comune ha poche
risposte da dare, se non qualche bottega a Librino.
E' così che il promotore e animatore di katane.it, Carlo
Cittadino, lancia la proposta di utilizzare uno spazio
"a costo zero", in pieno centro di città, uno
spazio che i catanesi usano da sempre, ma mai in modo -
come dire - strutturale: gli Archi della Marina.
La proposta - già presentata all'Assessore Ignazio De
Mauro - è quella di utilizzare gli spazi delineati da 12
degli Archi del viadotto ferroviario, quelli che vanno
dal varco che porta a Piazza Borsellino/Alcalà in
direzione dell'ingresso al porto. Si tratterebbe di
chiudere ogni arco con un cubo di vetro, realizzato con
intelaiature di legno a di acciaio, così da creare una
stanza, climatizzata, dove poter ricevere.
L'ingresso è previsto dal lato del mare, cioè dalla
stradina che corre parallela a Via Dusmet, al di là
degli Archi. Sulla strada principale - Via Dusmet,
appunto - i box, rimovibili, sarebbero mimetizzati da
pannelli che ricreano l'illusione ottica della Marina com'era
quando gli Archi poggiavano sull'acqua e servivano anche
da riparo alle barche.
Dal lato interno, invece, l'ingresso sarebbe su uno
spazio chiuso al traffico e accessibile solo ai pedoni ed
alle biciclette. Uno spazio che il Signor Cittadino
immagina reso gradevole da lampioni e da una bella
pavimentazione, magari realizzata con i sanpietrini tolti
da Via Etnea. Un'area che d'estate dovrebbe trasformarsi
in luogo d'incontro, in passeggiata, in spazio per
cineforum e iniziative di vario genere.
Tutti i box dovrebbero ospitare associazioni, secondo
criteri da definire. Tutti eccetto uno, munito di doccia
e dedicato ai barboni di città.
Questo nelle intenzioni e nei desideri. Se l'Amministrazione
e la sovrintendenza fossero d'accordo, allora si
cercheranno anche in sede comunitaria, i fondi per
realizzare il progetto che, come dice Carlo Cittadino,
"vuole essere il luogo di mediazione tra i catanesi,
le istituzioni da una parte e le categorie sociali meno
fortunate dell'altra. E la presenza del mare è
significativa oggi perchè è luogo prescelto dai
disperati, dai più bisognosi di altre nazioni per
chiedere concretamente aiuto".
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La Sicilia , 19
Marzo 2001 - Katane.it la solidarietà in rete - per
dare voce e forza alle associazioni no profit
Un'associazione telematica per dare voce e forza a
tutte le associazioni che lavorano nel no profit, uno
spazio di informazione e confronto che può diventare
strumento di democrazia e di trasparenza. E' questa la
scommessa dell'associazione Katane.it che ha aperto il
sito www.katane.itdove, in prospettiva, dovrebbero essere
registrate tutte le realtà locali, a partire da quelle
del volontariato, con le quali il cittadino ha motivo di
entrare in rapporto per rispondere ai propri bisogni o
per offrire il proprio aiuto a chi ne necessita.
Un lavoro avviato parecchi mesi addietro, su idea di
Carlo cittadino, e che richiederà ancora altro tempo per
essere completato. Il progetto è questo: spingere le
associazioni e i vari enti a registrarsi nel sitoin modo
da poter raccogliere quante più informazioni possibili
sulle realtà catanesi e farle dialogare tra loro. Nel
frattempo i volontari di Katane.it stanno a loro volta
scandagliando il territorio delle associazioni, delle
parrocchie, delle Onlus, delle associazioni sportive, dei
club sevices, dei sindacati e delle scuole così da
incrociare i dati e da invitare chi non lo ha ancora
fatto a registrarsi, gratuitamente, nel sito. Analogo
lavoro è stato fatto - e sarà presentato a giorni dall'aministrazione
comunale - per quanto riguarda i centri sociali e le
Municipalità. In prospettiva, dunque, i cittadini che
volessero conoscere chi si occupa di un determinato
problema - per esempio se in un quartiere ci sono
associazioni che si occupano di sordomuti - potrà
saperlo senza muoversi da casa o, comunque, in pochi
minuti.
Ma sono tanti gli aspetti e i risvolti che i sito può
avere, oltre quello di fornire notizie utili. Le varie
associazioni, dialogando in rete, possono infatti
raccordarsi su obiettivi comuni, mettere insieme le varie
forze, realizzare un'idea buona ma che pochi volontari,
da soli, non possono portare avanti e trovare risorse e
appoggi anche al di fuori del mondo del no profit.
Insieme,poi, possono avere una maggior forza contrattuale
nei riguardi degli enti pubblici.
Uno spazio di confronto - Katane.it - che può
contribuire anche a migliorare e a semplificare i
rapporti tra cittadini e pubblica amministrzione e a
garantire maggiore trasparenza a tutti gli atti
amministrativi. il modello di riferimento dell'associazione
telematica - della quale il presidente è Chiara
Firrincieli - è quello di Manova dove i cittadini
possono consultare via internet tutte le delibere del
comune.
Infine, quando sarà a regime, questo sito - grazie ai
dati che raccoglie - potrebbe diventare anche un utile
strumento di indagine statistica su alcuni aspetti della
realtà catanese. E i promotori specificano che l'iscrizione,
lo spazio web messo a disposizione e l'e-mail sono
gratuite ora e lo saranno nel futuro.
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Prospettive, 22
Aprile 2001 - Il Portale della Solidarietà - una
piazza virtuale:www.katane.it
Pur partito da poco tempo, ha già riscosso
lusinghieri successi ed ampi consensi, come peraltro
chiaramente dimostra il numeratore d'ingresso che
quantifica i contatti avuti dal sito.
L'ulteriore riprova, questa, della valenza di un progetto
pensato e finalizzato per soddisfare le esigenze
informative di enti, associazioni e sodalizzi che operano
senza fini di lucro nel territorio catanese, e per offrir
loro un supporto costante attraverso lo scambio online di
informazioni e di progettualità.
Stiamo parlando del sito www.katane.it dove già sono
presenti gli indirizzi telematici di parrochie, centri
sociali, onlus, enti no profit, club service,
associazioni di volontariato, società sportive, riviste
di settore municipalità, sindacati, scuole ed
università e che, giorno dopo giorno si sta arricchendo
di ulteriori recapiti telematici e di caselle di posta
elettronica.
Uno strumento, quindi, in costruzione permanente, per un
utile e sempre aggiornato interscambio di esperienze e di
iniziative, per un lavoro sinergico di continuo stimolo e
di costruttiva collaborazione tra sodalizzi privati di
interesse collettivo, da una parte, ed istituzioni
pubbliche, dall'altra; per cercare di trovare assieme le
risposte adeguate e possibili alle domande sociali che
salgono dalla collettività. www.katane.it è, pertanto,
una piazza virtuale senza limiti fisici predeterminati,
un moderno luogo d'incontro aperto a soggetti diversi ma
accomunati tutti dal comune desiderio di contribuire a
costruire assieme una prospettiva di vita diversa, con
valori e progettualità che superano il mero (ed ormai
inssostenibile) assistenzialismo fine a se stesso.
Soggetti che, con estremo realismo, sanno delle "regole
del mercato" ma non per questo intendono subire gli
eccessi e gli egoismi che queste comportano, che vogliono
scommettersi, puntando, anche, sulla creazione di
opportunità lavorative, in primo luogo nel settore di
prestazioni e servizi attenti ai bisogni reali della
comunità. |
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Prospettive,
27 maggio 2001 - Con katane.it gratis il sito Internet
Gratuitamente spazio web, e-mail, registrazione:
tutto ciò è possibile ora grazie all'associazione non
profit Katane.it che da circa due mesi ha messo a
disposizione il sito web www.katane.it rivolto alle
organizzazioni del non profit presenti nel territorio
della città di Catania.
L'associazione si propone di soddisfare tutte le esigenze
informative di coloro che operano "senza fini di
lucro", nonché di offrire un aiuto costante
attraverso lo scambio on line di informazioni e di
progettualità.
Nel sito sono presenti gli indirizzi telematici di:
Municipalità, parrocchie, centri sociali, onlus,
associazioni di volontariato, enti non profit,
Università, scuole, sindacati, riviste del settore, club
service...
Sinergia e continua collaborazione tra le istituzioni
pubbliche (Municipalità, scuole, Università...) ed enti
privati (associzaioni, club, centri sociali, sindacati...)
saranno lo strumento migliore per essere sempre
aggiornati e trovare ogni risposta alle continue
problematiche quotidiane del non profit e, nello stesso
tempo, condividere tutte le nuove iniziative.
Lo sviluppo del settore del non profit potrebbe essere
uno strumento prezioso per rimettere in moto il mercato
del lavoro.
Favorire lo sviluppo del non profit, anche dal punto di
vista di una maggiore occupazione, darebbe sicuramente un
forte contributo alla possibilità di incentivare le
imprese profit ad investire in attività non profit.
La presidente Chiara Firrinceli invita tutte le
associazioni pubbliche e private non profit a prenotare (gratuitamente)
via web o per via telefonica allo 095/355450 la
realizzazione del sito. |
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La Sicilia , Agosto
2001 - I servizi sociali nella rete
...A mettere in rete i servizi su cui possono contare i
cittadini delle dieci municipalità - non solo quelli
istituzionali ma anche quelli offerti dagli enti non
profit e dalle associazioni di volontariato - è "Katane.it",
associazione telematica di volontariato. Un'associazione
nata da un'idea semplice ed essenziale: raccordare e fare
dialogare le tante anime per scambiarsi opinioni e
notizie, per evitare sovrapposizioni negli interventi, ma
soprattutto per raccordarsi, per progettare insieme per
darsi forza e visibilità.
Per fare tutto questo si parte da un dato elementare: chi
sono i protagonisti del volontariato? Quali associazioni?
Dove e come operano? Di qui la scelta di partire dai dati
di base, dalla messa in rete di tutte le associazioni del
settore.
Adesso, a distanza di cinque mesi dall'avvio dell'iniziativa,
le associazioni che hanno aderito a "Katane.it"
sono circa cento, un numero che cresce costantememente.
Nel frattempo l'associazione telematica ha fatto di più,
ha realizzato - in collaborazione con il Comune di
Catania - la "Carta dei Servizi Sociali" (vedi
articolo a fianco) che si trova sulle pagine web del
comune. in link con "Katane.it". Ma non è
tutto. Da pochi giorni, infatti, le associazioni di
volontariato interessate possono sia costruire un loro
sito online sia aggiornare e modificare in continuazione
il contenuto in modo da dare notizia delle iniziative via
via intraprese. Questo vuol dire che man mano che le
associazioni cominceranno ad auto gestirsi e che il
sistema creato si autoalimenterà.
Non solo. Nell'ottica di dare voce e forza al
volontariato "Katane.it" ha attivato dal 20
luglio scorso anche un forum al quale, dopo essersi
registrati, può partecipare chi vuole, associazioni e
singoli.... |
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La Sicilia , 17
Novembre 2001 - Associazione Katane e Comune
"Rifiuti ricchezza per il volontariato" - gesti
quotidiani per gli altri
Oggi, alle 10,30, nella sede dell'istituto tecnico
agrario Filippo Eredia, in via del Bosco 43, si terrà un
incontro-dibattito sul tema "Riciclaggio e
solidarietà". Un momento di informazione e di
confronto promosso dalle associazioni ManiTese e Katane e
organizzato insieme alla direzione della Nettezza Urbana
del Comune.
Idea di fondo dell'iniziativa è quella di educare alla
solidarietà non come gesto isolato - fatto per mettersi
la coscienza a posto, magari dando qualche lira a chi ha
bisogno - ma come abitudine quotidianadi pensare agli
altri e di porsi il problema etico delle proprie scelte.
Uno di questi gesti quotidiani può essere quello del
separare i rifiuti per consentire una raccolta
differenziata il cui ricavato vada a vantaggio di
iniziative di solidarietà. Per questo all'incontro-dibattito
di oggi non parteciperà soltanto l'amministrazione, cui
compete il servizio di raccolta differenziata, ma le
associazioni di volontariato che, nell'attuarla
concretamente, promuovono una nuova cultura e nuove
abitudini come, per esempio, è avvenuto finora con la
raccolta della carta che si tiene ogni seconda domenica
del mese in piazza verga e il cui ricavato contribuisce
al finanziamento di un progetto di sviluppo in Burkina
faso, uno dei paesi più poveri dell'Africa. A partire
dal gennaio 2002 questa iniziativa verrà ampliata e a
piazza Verga, in sinergia con il Comune che mette a
disposizione i mezzi, verranno raccolti non solo carta,
ma anche plastica, vetro alluminio ed oggetti e vestiti
usati, purché in buone condizioni. Anche in questo caso
il ricavato andrà ai progetti di sviluppo in Burkina
faso.
Verrà inoltre presentato il nuovo sito internet della
Direzione Nettezza Urbana del Comune al quale si potrà
accedere gratuitamente per avere ogni notizia sui servizi
offerti dalla Nu a Catania e sui sistemi e i modi per
fare raccolta differenziata. Il sito sarà presentato dal
direttore Nu ing. Salvo Costanzo dopo i saluti del
sindaco Scapagnini e dell'assessore castiglione.
Seguiranno gli interventi del dott. Carlo Cittadino dell'associazione
Katane su "I rifiuti ricchezza per il volontariato",
quello della dottoressa Maria Quaranta del Consorzio Gaia,
responsabile della comunicazione ambientale per le scuole
su "Educazione ambientale per lo sviluppo
sostenibile", e del prof. Carmelo Nicolosi, di
ManiTese, su "Riciclaggio, riutilizzo e solidarietà".
Le associazioni, poi, coglieranno questa occasione |
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Published on: 2002-03-06 (6983 letture) |