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Rassegna Stampa






Dicono di noi...


Concetto Mannisi - LA SICILIA, 4 Set 2005 - Invisibili sotto gli occhi di tutti
Pinella Leocata - LA SICILIA, 4 Set 2005 - Accogliamoli in piccoli campi
Antonino Arcidiacono - LA SICILIA - Sistemare i nomadi di Corso Martiri della Libertà
Pinella Leocata - LA SICILIA, 8 Feb 2003 - Quando l'auto è in condivisione
Prospettive, Novembre 2002 - Una proposta per gli Archi della Marina
Giornale di Sicilia, 10 Novembre 2002 - La proposta di katane.it: Centri culturali agli archi della Marina. Niente traffico e docce per i barboni.
La Sicilia, 2 Novembre 2002 - Gli Archi della Marina ai Volontari - Proposta per uno spazio operativo alle associazioni non profit - Appello al Comune: "Tra la città e il mare un luogo di meditazione con i cittadini meno fortunati"
La Sicilia , 19 Marzo 2001 - Katane.it la solidarietà in rete
Prospettive, 22 Aprile 2001 - Il Portale della Solidarietà
Prospettive, 27 maggio 2001 - Con katane.it gratis il sito Internet
La Sicilia , Agosto 2001 - I servizi sociali nella rete
Vita, 05 Settembre 2001 - Un sito web per dar voce e forza agli enti non profit di Catania - Per progettare un futuro migliore: www.katane.it
La Sicilia, 17 Novembre 2001 - Associazione Katane e Comune - Rifiuti ricchezza per il volontariato - gesti quotidiani per gli altri
La Sicilia, 18 Novembre 2001 - Riciclare rifiuti: Una risorsa. Coniugare pulizia, risparmio e solidarità - Sinergia tra amministrazione e volontariato





Da La Sicilia 4 Set 2005
Invisibili sotto gli occhi di tutti
Come se nulla mai fosse accaduto... A distanza di quasi tre mesi, infatti, le baraccopoli di corso Martiri della libertà sono ancora li, una dopo l’altra, ferite nel cuore della città che proprio non vogliono saperne di rimarginarsi.
Da una parte ci sono i bulgari, che hanno fatto il possibile per rendere quella sorta di loro accampamento quanto più accogliente possibile; in mezzo i maghrebini, che entrano ed escono cercando di non farsi notare da una porta parzialmente nascosta; e poi, nella terza area, polacchi e romeni, che fra cumuli di vestiti usati, bottiglie di birra vuote e tantissima immondizia cercano di condurre, invano, un’esistenza normale. Ma può essere normale vivere in quelle condizioni? «Niente affatto - commenta Rob, venticinque anni, originario di una cittadina a cento chilometri da Bucarest- sono arrivato in Italia convinto di poter trovare l’Eldorado e per questo ho portato mia moglie e i miei suoceri. Ogni giorno viviamo fra mille difficoltà e altrettante privazioni, se non fosse per la carità dei parroci delle chiese dei dintorni, ebbene, moriremmo di fame». «Un lavoro? Impossibile - prosegue il giovane romeno - Ci offrono dieci euro in nero per una giornata da manovale o da imbianchino. Come faccio a mettere insieme i soldi per tornare al mio Paese? Non ci riuscirò mai. E allora cerchiamo di sopravvivere alla meno peggio, accettando di tanto in tanto qualcuna di queste proposte per poter portare a casa qualcosa in più da mangiare. Ma si tratta davvero di qualcosa». «lo - conclude Rob - mi trovo in Italia da cinque mesi e nel complesso ho lavorato consecutivamente per non più di due settimane. Con mia moglie, Vassiliska, vorremmo avere dei figli. Ma come si fa in queste condizioni, con una baracca che si regge in piedi a malapena, con la prospettiva che una giornata di maltempo possa spazzare via ogni cosa. E poi, se per caso dovessimo avere un bimbo, saremmo costretti a stare qui almeno un anno. Io vorrei trovare un lavoro sicuro per mettere insieme qualcosa e tornare in Romania il più velocemente possibile». Mentre Rob parla, fanno ritorno nelle loro baracche alcuni degli abitanti. Sono uomini e donne che un po’ tutti incontriamo giornalmente agli incroci dei semafori. Gli uomini portano con se il cartoncino su cui sono scritti in un italiano sgrammaticato i perché della loro richiesta di elemosina al semaforo; le donne sono attrezzate con spazzola da lavavetri, un «mestiere» che sta prendendo piede fra le slave che stazionano negli incroci più trafficati della città. Forse perchè, per la stranezza della situazione, guadagnano di più rispetto ai colleghi uomini. Nessuno ha voglia di parlare, ma soltanto di riposarsi. Ciò mentre altre «squadre» vanno ad occupare i posti lasciati vuoti, sempre ai semafori, dai loro parenti o dai loro connazionali. Il tour fra gli «invisibili» continua. Riservatissimi i maghrebini, solo alcune signore bulgare accettano di scambiare quattro chiacchiere, ma senza andare troppo nel dettaglio: «ll nostro accampamento? - dice Tania - Manca di molti confort. Non c’è igiene e quando piove diventa impossibile abitare qui dentro. lo, per fortuna, lavoro a Mascalucia: assisto una signora anziana, come gran parte delle mie connazionali. Però qui ho tante amiche. e allora vengo a trovarle con piacere, nella speranza che anche loro riescano a tirarsi fuori da qui». Ma la gente del quartiere? Come vive la presenza di queste persone sotto le proprie case. Nessuno vuol esprimersi pubblicamente, ma c’è chi dice che ci sono brave persone e altre un po’ meno brave». «Ho conosciuto due bulgare - racconta una signora - che portavano i resti di quel che mangiavano alla Caritas ai miei gatti. Un gesto importante, considerato da chi viene fatto». «Però è pure vero - ribatte un’amica - che non tutti sono cosi. C’e un uomo che gestisce un giro di prostituzione e poi tanta, tanta sporcizia. Due donne dell’accampamento bulgaro sono incinte. Come faranno qui?». E un’altra: «C’e una fontanella che viene utilizzata da questa gente per lavarsi. E’ sempre zozza. E poi alcuni uomini si spogliano con troppa disinvoltura, incuranti di chi sta loro intorno. No, non è normale che accada tutto questo...».

Da La Sicilia 4 Set 2005
Accogliamoli in piccoli campi
- Il problema si è posto di nuovo in pieno agosto quando le baracche sono diventate roventi e vivervi impossibile, come d’inverno per il gran freddo. Si pone di nuovo il problema della baraccopoli sorta in corso Martiri della Libertà dove, in media, stanno circa sessanta famiglie. Persone costrette a vivere in «case» che sembrano pollai dove per entrare, come nei pollai, bisogna piegarsi e farsi piccoli piccoli. Donne e uomini che vivono senza luce, senza acqua, senza servizi igienici, costretti ad andare alla spiaggia libera n.1 per farsi una doccia. Finchè è estate. La Caritas di nuovo in prima fila come ha fatto per due anni, inascoltata. E con la Caritas l’associazione di volontariato Kataneconomie. Insieme hanno elaborato un progetto per accogliere i nomadi e gli immigrati che hanno bisogno di un riparo. Un progetto che esclude l’ipotesi di immigrati che hanno bisogno di un riparo. Un progetto che esclude l’ipotesi di realizzare un unico grande campo perché l’esperienza di altre città ha mostrato che il concentramento in uno stesso posto di tante persone si trasforma in un boomerang: gestione difficile e rifiuto da parte degli abitanti della zona. Meglio, allora - ed è questa 1a proposta avanzata all’amministrazione comunale - realizzare quattro campi per poche famiglie in altrettante micro aree dislocate ai punti cardinali della città, in luoghi di periferia facilmente raggiungibili. Qui - in case basse e aperte realizzate in legno e costruite secondo un modello ideato da una fondazione che si occupa, di volontariato - chi ha bisogno potrà lasciare le proprie poche cose e trovare accoglienza per qualche tempo. Secondo il progetto le aree e le case dovrebbero essere messe a disposizione dal Comune ed essere gestite dalla Caritas. L’associazione Kataneconomie, invece, si occuperebbe di raccogliere gli abiti smessi raccolti dalle parrocchie e di distribuirli nei quattro campi. Provvederebbe, inoltre, alla distribuzione di generi alimentari secondo la logica del banco alimentare e al funzionamento di una ludoteca per aiutare i più piccoli a socializzare. «Abbiamo presentato il progetto agli assessori Stefania Gulino e Santo Ligresti dai quali abbiamo avuto la massima disponibilità - dice Carlo Cittadino, promotore dell’associazione Kataneconomie -. Sappiamo che il Comune versa in una situazione economici difficile, ma ci sono delle imprese pronte ad ”adottare” le costruzioni in legno e tanti artigiani disponibili a realizzarle a titolo di volontariato. L’assessore Gulino si è impegnata a trovare a breve una prima area per liberare al più presto la baraccopoli di Viale della Liberta. Abbiamo suggerito anche di individuare un’area per chi ha la roulotte, una zona dove si possa sostare previo il pagamento di una somma bassa, anche simbolica, perché chi possiede una roulotte ha un minimo di disponibilità economica. E’ nostra intenzione, infine, avere un’idea più precisa delle persone che vivono nelle baracche per sapere quante sono, da dove vengono e perchè. Informazioni indispensabili ad una corretta programmazione». Pinella Leocata -

Da LA SICILIA - Il giornale del 3 Agosto, rubrica -Lo dico a La Sicilia-, pubblica una segnalazione del Signor Carlo Cittadino dal Titolo: -Un campo nomadi per i baraccati del Corso Martiri della Libertà- che si conclude con le seguenti parole:-Spero possano finalmente dare una dignitosa dimora a persone meno fortunate di noi-.
Ritengo che queste parole debbano essere prese in considerazione senza frapporre indugio alcuno. Con il caldo necessita sistemare questi poveri esseri umani in luoghi alternativi. Ho scritto parecchie volte suggerendo di utilizzare la costruzione di Via Bernini che doveva accogliere la sede dell'UTC. Era costata ben sette miliardi di vecchie lire. Uno spreco terribile. E' inutile farne la storia. E' ben nota. Piangere il morto son lacrime perse. Opportunamente ristrutturato, l'edificio potrebbe accogliere i baraccati di Corso Martiri della Libertà. Nessuno ha risposto agli appelli. Piange il cuoe al solo pensare ad un disfacimento del genere. Lo slogan -Catania cambia Catania- di qualche tempo addietro è forse caduto nel dimenticatoio? Ci si ricordi per correre ai ripari prima che sia troppo tardi.

Da LA SICILIA, 8 Feb 2003.
Contro caos ed inquinamento. Anche nel centro storico di Catania si sperimenterà il sistema "car sharing".

Catania soffoca per eccesso di auto. E quando le auto sono troppe, e troppe ne arrivano ogni giorno dai Comuni dell'area metropolitana, il traffico va in tilt, non si trovano posteggi, l'aria diventa irrespirabile. In auto sprechiamo vita e ci roviniamo la vita per stress e inquinanti. Eppure liberarsi dalla schiavitù dell'auto, pur continuando a servirsene, è possibile. E la cura ha un nome inglese: "car sharing", ovvero "auto in condivisione". Non si tratta della vecchia idea, da sempre particata dai pendolari, di andare alla meta con un'unica auto dividendo le spese della benzina. No, quella del "car sharing" è una concezione della mobilità di gran lunga più sofisticata e complessa, ideata in svizzera e sperimentata in Italia, in particolare a Milano e Torino, da Legambiente in collaborazione con Touring Club. Una sperimentazione che dalla prossima primavera l'associazione onlus "Katane" vuole estendere anche al centro storico di Catania.
L'idea di fondo del "car sharing" è quella di servirsi della vettura dell'organizzazione come una sorta di taxi. Si fa un abbonamento annuale e si riceve una tessera elettronica che consente l'uso dell'auto, segna il numero di chilometri fatti ed il tempo impiegato, dati in base ai quali viene emessa la fattura, ogni mese. A Milano, per esempio, associarsi al servizio costa 105 euro, le tariffe sono di 0,28 euro per chilometro e 160 euro per ora, benzina e assicurazione kasco (copertura totale) incluse. Di notte, dalle 24 alle 7, la tariffa oraria non si paga. L'abbonato fa una telefonata al servizio telefonico (in italia il call center è a Torino) e prenota un'auto che va a prendere in uno dei parcheggi convenzionati. Arrivato a destinazione, lascia l'auto al più vicino dei parcheggi convenzionati, pronta per gli altri abbonati. La benzina è prepagata e si può fare rifornimento servendosi della carta di credito carburante intestata a "car sharing". Questo significa che ogni auto in condivisione, in una stessa giornata, è utilizzata in media da 10-15 persone, con evidente vantaggio per la collettività: meno auto, meno inquinamento, meno caos, più vivibilità.
Ma i vantaggi sono anche per il singolo utente che non dovrà più preoccuparsi di pagare il bollo, di fare revisionare l'auto, di portarla al lavaggio, di pagare assicurazione e garage. Anche trovare posteggio sarà più semplice perché le amministrazioni comunali mettono a disposizione li stalli delle striscie blu e consentono l'utilizzo delle apposite corsie preferenziali. Quando poi il sistema sarà diffuso sul territorio nazionale, l'abbonato "car sharing" potrà, con la propria tessera, utilizzare un'auto in ogni città lasciandosi guidare in strade sconosciute dai dispositivi satellitari.
Fantascienza? No. Il "car sharing" funziona a Torino e a Milano, gestito da Legambiente. A Catania la sperimentazione progettata da Katane per il centro storico partirà in primavera, con le stesse tariffe di Milano. Obbienttivo: 200 associati entro un anno. Una sperimentazione che avrebbe bisogno, come ovunque, del sostegno dell'amministrazione che dovrebbe mettere a disposizione aree parcheggi ed esonerare dal pagamento per i posteggi sulle striscie blu. Finora, però, il Comune non ha mostrato attenzione, così, Katane dovrà affittare dei posti auto nei parcheggi e questo graverà sui costi ed escluderà l'uso notturno delle auto.
Ma tant'è... Carlo Cittadino, presidente dell'associazione, sa bene che modificare mentalità e abitudini radicate richiede tempi lunghi e si prepara.
Rileggendo le preziose pagine scritte da G. Policastro in "Catania prima del 1963" ho notato che: il tratto lungo le mura meridionali comprese tra il bastione di S. Croce (ad est del castello Ursino) ed il bastione di S. Salvatore (proprio davanti l'attuale ingresso al porto) era luogo di passeggio oltre che dedicato alle attività portuali, e venne dotato di una passeggiata lunga circa 350 metri con panchine perché i Catanesi godessero della brezza marina vespertina, nonché di un luogo d'incontro, dei giochi e delle gare. Tale sistemazione continuò fino a quando non venne deciso di ampliare il porto allontanando in quel punto la città dal mare. Il viadotto ferroviario perde così il suo valore di sequenza di finestre sul mare e diventa sempre più muraglia che accompagna la viabilità veicolare e che la contiene da un lato con la cortina di palazzi costriuti tra il XVIII ed il XIX secolo...
L'intervento proposto vuole invitare a "sostare" sotto gli archi anziché correre lungo di essi. Non vuole vuole essere permanente ma solo per questo tempo...Non vuole essere invadente ma discreto, un insieme diafano, e poi contenuto dagli archi senza dominare su di essi. Vuole essere un dono alla città in maniera diversa, e chiede alla città stessa di essere un dono. E' luogo delle meditazioni tra i catanesi, le Istituzioni da una parte e le categorie sociali meno fortunate dall'altra.
La presenza del mare è significativa, perché è oggi luogo prescelto dai disperati, dai più bisognosi di altre nazioni per chiedere concretamente aiuto.
L'intervento proposto consiste nel dotare 12 dei suddetti archi, partendo dall'ingresso dell'area portuale e verso Villa Pacini, di strutture leggere non permanenti, che permettano di ospitare le attività di altrettante associazioni del Terzo Settore.
L'immagine di questi contenitori deve essere diafana. Per la struttura si propone un'intelaiatura di legno o di acciaio chiusa da vetrate opportunamente schermate dall'azione dei raggi solari. Ogni modulo sarà dotato d'impianto di climatizzazione da collocare tra la copertura del modulo medesimo e l'intradosso della volta del viadotto, il tutto opportunamente scxhermato. All'interno, adiacenti le vetrate, verranno inserite delle pareti attrezzate per le attività d'ufficio. Queste avranno immagini del porto di Catania "com'era" lungo via Dusmet, mentre lungo il tratto di strada compreso tra il viadotto ferroviario e la recinzione dell'area portuale sarà dotata di immagini a scelta dalle stesse associazioni con riferimenti alla propria attività. Proprio quest'ultimo sarà lo spazio vitale, aperto alle manifestazioni culturali ed al cine-forum estivo. Sarà cioé un luogo dedicato alla circolazione pedonale ciclabile, alle passeggiate tra piccole mostre...e per le sere primaverili ed estive la possibilità di offrire questo spazio alle associazioni culturali per proiezioni cinematografiche ed ai gruppi musicali per concerti. Le strutture a corredo di quest'area sono immaginate anch'esse come elementi non permanenti, con la possibilità di essere rimosse in funzione delle esigenze nascenti. La suddetta area sarà recintata, o meglio, dotata di elementi che impediscano il flusso veicolare automobilistico in quel tratto. Si propone una pavimentazione dell'area con i blocchetti di porfido rimossi da via Etnea per la nuova pavimentazione in basole di pietra lavica.

Giornale di Sicilia, 10/11/02 - La proposta di katane.it: Centri culturali agli archi della Marina. Niente traffico e docce per i barboni.
Centri culturali agli archi della Marina Niente traffico e docce per i barboni
Forse sarebbe ora di cominciare ad occuparsi degli archi della marina, di come farli rivivere e renderli persino utili. L'associazione Katane.it lo ha fatto e ieri ha presentato la sua proposta. "Dodici dei 35 archi saranno chiusi al traffico e diventeranno un contenitore, un luogo fisico per associazioni culturali ma anche per il ricovero di barboni", dice un entusiasta Carlo Cittadino che immagina di ricavare in uno degli archi almeno un vano docce per i "senza tetto". L'area interessata è quella che va dall'ingresso all'area portuale verso la villa Pacini, dove si installerebbero piccole strutture, leggere non permanenti. Per la struttura di ogni modulo si propone un'intelaiatura di legno o di acciaio chiusa da vetrate opportunamente schermate dall'azione dei raggi solari. La sede del vecchio tracciato ferroviario diventerebbe lo spazio vitale, aperto alle manifestazioni culturali ed al cineforum estivo. "Sarà cioè un luogo dedicato alla circolazione pedonale e ciclabile alle passeggiate tra piccole mostre - conclude Cittadino - e nella bella stagione la possibilità di offrire questo spazio alle associazioni culturali per proiezioni cinematografiche ed ai gruppi musicali per concerti". I costi dell'operazione sarebbero di poche migliaia di euro e, manco a dirlo, al Comune l'idea piace un sacco. Vincenzo Russo - Giornale di Sicilia

La Sicilia, 2 Novembre 2002 - Gli Archi della Marina ai Volontari - Proposta per uno spazio operativo alle associazioni non profit - Appello al Comune: "Tra la città e il mare un luogo di meditazione con i cittadini meno fortunati"

Katane.it, il portale del non profit a Catania, adesso comincia a funzionare davvero. Le associazioni di volontariato, attraverso il sito www.katane.it e la possibilità di scambiarsi e_mail (katane@katane.it), cominciano a conoscersi, a dialogare, a raccordarsi.
E adesso, mentre il Comune di Catania è ancora impegnato nel censimento delle associazioni che si occupano di non profit, chiedono innanzitutto una sede dove potersi riunire, lavorare, dove ricevere e avere contatti con le persone interessate. Chiedono, ma il Comune ha poche risposte da dare, se non qualche bottega a Librino.
E' così che il promotore e animatore di katane.it, Carlo Cittadino, lancia la proposta di utilizzare uno spazio "a costo zero", in pieno centro di città, uno spazio che i catanesi usano da sempre, ma mai in modo - come dire - strutturale: gli Archi della Marina.
La proposta - già presentata all'Assessore Ignazio De Mauro - è quella di utilizzare gli spazi delineati da 12 degli Archi del viadotto ferroviario, quelli che vanno dal varco che porta a Piazza Borsellino/Alcalà in direzione dell'ingresso al porto. Si tratterebbe di chiudere ogni arco con un cubo di vetro, realizzato con intelaiature di legno a di acciaio, così da creare una stanza, climatizzata, dove poter ricevere.
L'ingresso è previsto dal lato del mare, cioè dalla stradina che corre parallela a Via Dusmet, al di là degli Archi. Sulla strada principale - Via Dusmet, appunto - i box, rimovibili, sarebbero mimetizzati da pannelli che ricreano l'illusione ottica della Marina com'era quando gli Archi poggiavano sull'acqua e servivano anche da riparo alle barche.
Dal lato interno, invece, l'ingresso sarebbe su uno spazio chiuso al traffico e accessibile solo ai pedoni ed alle biciclette. Uno spazio che il Signor Cittadino immagina reso gradevole da lampioni e da una bella pavimentazione, magari realizzata con i sanpietrini tolti da Via Etnea. Un'area che d'estate dovrebbe trasformarsi in luogo d'incontro, in passeggiata, in spazio per cineforum e iniziative di vario genere.
Tutti i box dovrebbero ospitare associazioni, secondo criteri da definire. Tutti eccetto uno, munito di doccia e dedicato ai barboni di città.
Questo nelle intenzioni e nei desideri. Se l'Amministrazione e la sovrintendenza fossero d'accordo, allora si cercheranno anche in sede comunitaria, i fondi per realizzare il progetto che, come dice Carlo Cittadino, "vuole essere il luogo di mediazione tra i catanesi, le istituzioni da una parte e le categorie sociali meno fortunate dell'altra. E la presenza del mare è significativa oggi perchè è luogo prescelto dai disperati, dai più bisognosi di altre nazioni per chiedere concretamente aiuto".

La Sicilia , 19 Marzo 2001 - Katane.it la solidarietà in rete - per dare voce e forza alle associazioni no profit

Un'associazione telematica per dare voce e forza a tutte le associazioni che lavorano nel no profit, uno spazio di informazione e confronto che può diventare strumento di democrazia e di trasparenza. E' questa la scommessa dell'associazione Katane.it che ha aperto il sito www.katane.itdove, in prospettiva, dovrebbero essere registrate tutte le realtà locali, a partire da quelle del volontariato, con le quali il cittadino ha motivo di entrare in rapporto per rispondere ai propri bisogni o per offrire il proprio aiuto a chi ne necessita.
Un lavoro avviato parecchi mesi addietro, su idea di Carlo cittadino, e che richiederà ancora altro tempo per essere completato. Il progetto è questo: spingere le associazioni e i vari enti a registrarsi nel sitoin modo da poter raccogliere quante più informazioni possibili sulle realtà catanesi e farle dialogare tra loro. Nel frattempo i volontari di Katane.it stanno a loro volta scandagliando il territorio delle associazioni, delle parrocchie, delle Onlus, delle associazioni sportive, dei club sevices, dei sindacati e delle scuole così da incrociare i dati e da invitare chi non lo ha ancora fatto a registrarsi, gratuitamente, nel sito. Analogo lavoro è stato fatto - e sarà presentato a giorni dall'aministrazione comunale - per quanto riguarda i centri sociali e le Municipalità. In prospettiva, dunque, i cittadini che volessero conoscere chi si occupa di un determinato problema - per esempio se in un quartiere ci sono associazioni che si occupano di sordomuti - potrà saperlo senza muoversi da casa o, comunque, in pochi minuti.
Ma sono tanti gli aspetti e i risvolti che i sito può avere, oltre quello di fornire notizie utili. Le varie associazioni, dialogando in rete, possono infatti raccordarsi su obiettivi comuni, mettere insieme le varie forze, realizzare un'idea buona ma che pochi volontari, da soli, non possono portare avanti e trovare risorse e appoggi anche al di fuori del mondo del no profit. Insieme,poi, possono avere una maggior forza contrattuale nei riguardi degli enti pubblici.
Uno spazio di confronto - Katane.it - che può contribuire anche a migliorare e a semplificare i rapporti tra cittadini e pubblica amministrzione e a garantire maggiore trasparenza a tutti gli atti amministrativi. il modello di riferimento dell'associazione telematica - della quale il presidente è Chiara Firrincieli - è quello di Manova dove i cittadini possono consultare via internet tutte le delibere del comune.
Infine, quando sarà a regime, questo sito - grazie ai dati che raccoglie - potrebbe diventare anche un utile strumento di indagine statistica su alcuni aspetti della realtà catanese. E i promotori specificano che l'iscrizione, lo spazio web messo a disposizione e l'e-mail sono gratuite ora e lo saranno nel futuro.


Prospettive, 22 Aprile 2001 - Il Portale della Solidarietà - una piazza virtuale:www.katane.it

Pur partito da poco tempo, ha già riscosso lusinghieri successi ed ampi consensi, come peraltro chiaramente dimostra il numeratore d'ingresso che quantifica i contatti avuti dal sito.
L'ulteriore riprova, questa, della valenza di un progetto pensato e finalizzato per soddisfare le esigenze informative di enti, associazioni e sodalizzi che operano senza fini di lucro nel territorio catanese, e per offrir loro un supporto costante attraverso lo scambio online di informazioni e di progettualità.
Stiamo parlando del sito www.katane.it dove già sono presenti gli indirizzi telematici di parrochie, centri sociali, onlus, enti no profit, club service, associazioni di volontariato, società sportive, riviste di settore municipalità, sindacati, scuole ed università e che, giorno dopo giorno si sta arricchendo di ulteriori recapiti telematici e di caselle di posta elettronica.
Uno strumento, quindi, in costruzione permanente, per un utile e sempre aggiornato interscambio di esperienze e di iniziative, per un lavoro sinergico di continuo stimolo e di costruttiva collaborazione tra sodalizzi privati di interesse collettivo, da una parte, ed istituzioni pubbliche, dall'altra; per cercare di trovare assieme le risposte adeguate e possibili alle domande sociali che salgono dalla collettività. www.katane.it è, pertanto, una piazza virtuale senza limiti fisici predeterminati, un moderno luogo d'incontro aperto a soggetti diversi ma accomunati tutti dal comune desiderio di contribuire a costruire assieme una prospettiva di vita diversa, con valori e progettualità che superano il mero (ed ormai inssostenibile) assistenzialismo fine a se stesso.
Soggetti che, con estremo realismo, sanno delle "regole del mercato" ma non per questo intendono subire gli eccessi e gli egoismi che queste comportano, che vogliono scommettersi, puntando, anche, sulla creazione di opportunità lavorative, in primo luogo nel settore di prestazioni e servizi attenti ai bisogni reali della comunità.

Prospettive, 27 maggio 2001 - Con katane.it gratis il sito Internet

Gratuitamente spazio web, e-mail, registrazione: tutto ciò è possibile ora grazie all'associazione non profit Katane.it che da circa due mesi ha messo a disposizione il sito web www.katane.it rivolto alle organizzazioni del non profit presenti nel territorio della città di Catania.
L'associazione si propone di soddisfare tutte le esigenze informative di coloro che operano "senza fini di lucro", nonché di offrire un aiuto costante attraverso lo scambio on line di informazioni e di progettualità.
Nel sito sono presenti gli indirizzi telematici di: Municipalità, parrocchie, centri sociali, onlus, associazioni di volontariato, enti non profit, Università, scuole, sindacati, riviste del settore, club service...
Sinergia e continua collaborazione tra le istituzioni pubbliche (Municipalità, scuole, Università...) ed enti privati (associzaioni, club, centri sociali, sindacati...) saranno lo strumento migliore per essere sempre aggiornati e trovare ogni risposta alle continue problematiche quotidiane del non profit e, nello stesso tempo, condividere tutte le nuove iniziative.
Lo sviluppo del settore del non profit potrebbe essere uno strumento prezioso per rimettere in moto il mercato del lavoro.
Favorire lo sviluppo del non profit, anche dal punto di vista di una maggiore occupazione, darebbe sicuramente un forte contributo alla possibilità di incentivare le imprese profit ad investire in attività non profit.
La presidente Chiara Firrinceli invita tutte le associazioni pubbliche e private non profit a prenotare (gratuitamente) via web o per via telefonica allo 095/355450 la realizzazione del sito.

La Sicilia , Agosto 2001 - I servizi sociali nella rete

...A mettere in rete i servizi su cui possono contare i cittadini delle dieci municipalità - non solo quelli istituzionali ma anche quelli offerti dagli enti non profit e dalle associazioni di volontariato - è "Katane.it", associazione telematica di volontariato. Un'associazione nata da un'idea semplice ed essenziale: raccordare e fare dialogare le tante anime per scambiarsi opinioni e notizie, per evitare sovrapposizioni negli interventi, ma soprattutto per raccordarsi, per progettare insieme per darsi forza e visibilità.
Per fare tutto questo si parte da un dato elementare: chi sono i protagonisti del volontariato? Quali associazioni? Dove e come operano? Di qui la scelta di partire dai dati di base, dalla messa in rete di tutte le associazioni del settore.
Adesso, a distanza di cinque mesi dall'avvio dell'iniziativa, le associazioni che hanno aderito a "Katane.it" sono circa cento, un numero che cresce costantememente. Nel frattempo l'associazione telematica ha fatto di più, ha realizzato - in collaborazione con il Comune di Catania - la "Carta dei Servizi Sociali" (vedi articolo a fianco) che si trova sulle pagine web del comune. in link con "Katane.it". Ma non è tutto. Da pochi giorni, infatti, le associazioni di volontariato interessate possono sia costruire un loro sito online sia aggiornare e modificare in continuazione il contenuto in modo da dare notizia delle iniziative via via intraprese. Questo vuol dire che man mano che le associazioni cominceranno ad auto gestirsi e che il sistema creato si autoalimenterà.
Non solo. Nell'ottica di dare voce e forza al volontariato "Katane.it" ha attivato dal 20 luglio scorso anche un forum al quale, dopo essersi registrati, può partecipare chi vuole, associazioni e singoli....

La Sicilia , 17 Novembre 2001 - Associazione Katane e Comune
"Rifiuti ricchezza per il volontariato" - gesti quotidiani per gli altri

Oggi, alle 10,30, nella sede dell'istituto tecnico agrario Filippo Eredia, in via del Bosco 43, si terrà un incontro-dibattito sul tema "Riciclaggio e solidarietà". Un momento di informazione e di confronto promosso dalle associazioni ManiTese e Katane e organizzato insieme alla direzione della Nettezza Urbana del Comune.
Idea di fondo dell'iniziativa è quella di educare alla solidarietà non come gesto isolato - fatto per mettersi la coscienza a posto, magari dando qualche lira a chi ha bisogno - ma come abitudine quotidianadi pensare agli altri e di porsi il problema etico delle proprie scelte. Uno di questi gesti quotidiani può essere quello del separare i rifiuti per consentire una raccolta differenziata il cui ricavato vada a vantaggio di iniziative di solidarietà. Per questo all'incontro-dibattito di oggi non parteciperà soltanto l'amministrazione, cui compete il servizio di raccolta differenziata, ma le associazioni di volontariato che, nell'attuarla concretamente, promuovono una nuova cultura e nuove abitudini come, per esempio, è avvenuto finora con la raccolta della carta che si tiene ogni seconda domenica del mese in piazza verga e il cui ricavato contribuisce al finanziamento di un progetto di sviluppo in Burkina faso, uno dei paesi più poveri dell'Africa. A partire dal gennaio 2002 questa iniziativa verrà ampliata e a piazza Verga, in sinergia con il Comune che mette a disposizione i mezzi, verranno raccolti non solo carta, ma anche plastica, vetro alluminio ed oggetti e vestiti usati, purché in buone condizioni. Anche in questo caso il ricavato andrà ai progetti di sviluppo in Burkina faso.
Verrà inoltre presentato il nuovo sito internet della Direzione Nettezza Urbana del Comune al quale si potrà accedere gratuitamente per avere ogni notizia sui servizi offerti dalla Nu a Catania e sui sistemi e i modi per fare raccolta differenziata. Il sito sarà presentato dal direttore Nu ing. Salvo Costanzo dopo i saluti del sindaco Scapagnini e dell'assessore castiglione. Seguiranno gli interventi del dott. Carlo Cittadino dell'associazione Katane su "I rifiuti ricchezza per il volontariato", quello della dottoressa Maria Quaranta del Consorzio Gaia, responsabile della comunicazione ambientale per le scuole su "Educazione ambientale per lo sviluppo sostenibile", e del prof. Carmelo Nicolosi, di ManiTese, su "Riciclaggio, riutilizzo e solidarietà". Le associazioni, poi, coglieranno questa occasione









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Published on: 2002-03-06 (6983 letture)

 

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